Testa di contadina

1884 - 1885
Museo di Otterlo
Olio su tela

Nel luglio del 1882 Vincent scopre il padre del naturalismo francese Émile Zola, che diviene più che un preferito, leggerà “tutto” di lui dicendo che lo scrittore “dipinge con le parole”. Rilegge tutta l’opera di Charles Dickens, lo scrittore che denuncia la povertà della Londra dei suoi giorni, e ne studia le illustrazioni.


La vetrina francese ci porta a una corrispondenza tra quadri celebri dell’autore e opere letterarie di quegli anni: a Nuenen, il pittore studia in modo sistematico la Grammaire des arts du dessin di Charles Blanc e la sua Stella dei colori. La disposizione dei tre colori primari dimostra come essi si esaltino quando accostati ai colori secondari che sono nella punta opposta della stella e per questo l’accostamento era bandito nel Rinascimento, e coloro che non lo fecero vennero battezzati da Roberto Longhi come “Eccentrici”. 

Per Vincent la Stella dei colori origina nuove sperimentazioni in pittura, come nella Testa di contadina, in cui gioca sul contrasto tra le labbra rosse e lo scialle verde di una contadina con la pelle abbronzata dal sole dei campi. L’uso di colori contrastanti diventerà sempre più importante e centrale nella sua opera: “Il colore esprime qualcosa di per sé”, scriverà l’anno dopo.Nel blocchetto di schizzi vi sono due studi di testa di donna, molto probabilmente Gordina de Groot, la contadina che vediamo nel dipinto.

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